La tua arresa procederà la vittoria, il tuo deporti sarà per manifestare una luce ancora maggiore, non li temere, non potranno levare il capo contro di te, le loro parole sono come frecce spuntate, tutto ciò che stai attraversando è per la Mia gloria. Ho visto la sincerità del tuo cuore quando hai gridato a Me, continua a credere in ciò che non puoi vedere, se mi hai chiesto il pane, Io non ti darò una pietra, continua a ricevere ciò che sto riversado in questa stagione, il tempo del cantare è giunto, rallegrati e danza per ogni giorno di afflizione vissuto, il giogo è spezzato, il laccio è stato sciolto, ti levo ogni carico dalle tue spalle, è tempo di gioire e danzare. Alza lo stendardo, avanza ed allineati. Quando il nemico cercherà di confonderti, alza lo stendardo e prendi posizione perché la tua arresa a Me, ti porterà alla vittoria

Per tre cose la terra trema, anzi per quattro, che non può sopportare: 22 per un servo quando diventa re, per un uomo da nulla quando ha pane a sazietà, 23 per una donna, non mai chiesta, quando giunge a maritarsi, e per una serva quando diventa erede della padrona. 24 Ci son quattro animali fra i più piccoli della terra, e nondimeno pieni di saviezza: 25 le formiche, popolo senza forze, che si preparano il cibo durante l’estate; 26 i conigli, popolo non potente, che fissano la loro dimora nelle rocce; 27 le locuste, che non hanno re, e procedon tutte, divise per schiere; 28 la lucertola, che puoi prender con le mani, eppur si trova nei palazzi dei re. 29 Queste tre creature hanno una bella andatura, anche queste quattro hanno un passo magnifico: 30 il leone, ch’è il più forte degli animali, e non indietreggia dinanzi ad alcuno; 31 il cavallo dai fianchi serrati, il capro, e il re alla testa dei suoi eserciti.


"Tutte le paure della nostra vita si concentrano alla fine in un'unica paura : la paura della morte. Se riusciamo a superarla, a passarvi oltre, vivremo una nuova esistenza. In verità non è la morte che temiamo, è la vita. Abbiamo paura che non vada come vorremmo. Sono le nostre aspettative a nutrire i nostri timori. Sacrificandoli, scopriremo che la vita è fatta per noi, così come si presenta. Forse non otterremo tutto quello che vogliamo, ma riceveremo sicuramente tutto ciò di cui abbiamo bisogno, generosamente. Se riusciamo a vincere la paura della morte, allora torneremo alla vita. Saremo nuovi, e nulla potrà spaventarci. Sembrerà strano ma la morte è la chiave per la vita." Burhanuddin Herrmann

"Ho scoperto che la Via del Samurai è la morte: è necessario prepararsi alla morte dal mattino alla sera, giorno dopo giorno. È bene che il samurai, anche quando è sul punto di essere decapitato, conservi l'abilità di compiere un'ulteriore azione senza incertezze." Hagakure





Come è il fuoco? È perennemente incostante. Ogni sua lingua, è mutevole, sempre diversa. È selvaggio, indomabile, distruttivo. Col fuoco non si scherza: se non fai attenzione rischi di bruciarti. Il fuoco inizia a spegnersi e te che fai? Come un pazzo ti affanni a cercare altra legna per tenerlo vivo. Adori parlare dei tuoi problemi e alimentandoli continuamente come un fuoco, riesci a vedere solo quelli; ecco perchè non riesci ad ascoltare la voce di Dio; quando non hai problemi, ti affretti a crearne di nuovi, così che il fuoco continui ad ardere;

Custodisci questa immagine dentro di te; i dervisci amano creare delle immagini, che li aiutano a tradurre le storie complesse in termini semplici: quale è il principio della medicina omeopatica? Il veleno cura il veleno. Beh, noi facciamo la stessa cosa. Contemplare la fiamma di una candela può essere una buona medicina. Può aiutarti a ritrovare l'equilibrio;


Lascio tutto come è a Dio. Bisogna essere liberi dall' attaccamento alla vita e dalla paura della morte e avere una mente che lascia tutto a Dio, non solo quando si è attaccati, ma anche nella vita quotidiana.

La "Via" significa essere tutt'uno con il volere di Dio e praticarlo. Se ci allontaniamo da esso, anche se di poco, non stiamo più percorrendo la Via.


Il Guerriero è lo Yang, la forza, il coraggio, la volontà indomabile, lo spirito battagliero, la Principessa è lo Yin, non è un ingrediente di contorno della storia, è la sensibilità, l'empatia, la gentilezza, la creatività; è importante quanto il Guerriero, senza questo lato femminile il Guerriero è solo un triste tiranno... d'altra parte la Principessa senza l'eroe, il Guerriero, rimane vittima e prigioniera del Drago...


Cito, non alla lettera, Christian Tissier: “Si pratica un movimento, una tecnica, avendo una immagine ideale, un’ideale a cui tendere; tanto più mi ci avvicino, senza comunque mai arrivare alla perfezione, eliminando tutti i movimenti parassiti e le rigidità consce e inconsce, tanto più la tecnica sarà efficace ed elegante”. In tutte le motricità umane – gli sport, le danze, i mestieri – assistiamo, nei campioni, nei maestri artigiani, negli artisti, a questo fenomeno. E di solito richiede dedizione assoluta e ripetizioni infinite delle pratiche in questione, fattori questi necessari ma non sufficienti.

Molti conclamano di essere alla ricerca del “loro” Aikido, essendo ampiamente all’oscuro sia delle “idee” del suo Fondatore e della scuola che più da vicino cerca di tramandarle, sia degli interpreti indiretti cui dicono di rifarsi, in nome di una libertà che quasi sempre non è altro se non la scusa che l’uomo moderno ha trovato per non far mai niente fino in fondo, perché per fare qualcosa seriamente ci vuole una profondità morale e una forza d’animo che stanno diventando sempre più rare al giorno d’oggi.

Il nostro mondo oggi, ci spinge a nutrire un individualismo sempre più esasperato, a rigettare e distruggere qualsiasi altro modello se non quello giustificato dalla sola personale accettazione. L’unica regola è diventata l’Io, se piace, si può fare, altrimenti è sciocco, fastidioso, superato, liberticida. Perché l’individualismo sia il modello socio-economico dominante del mondo moderno, quali siano le sue cataclismatiche conseguenze, a chi fa comodo distruggere ogni forma di comunità assieme a ogni tipo di ordine naturale delle cose, solleticando l’egoismo di ognuno, non è un discorso che vogliamo affrontare oggi. Solo una parola di cautela, da parte di chi nell’individualismo si dibatte e ci litiga quotidianamente per tenerlo a bada: l’arroganza di sentirsi arrivati, di voler rompere i modelli, in nome di una presunta libertà personale, per me sono come il taisabaki del gambero lungo il cammino iniziatico.