Il Randori



Il Randori nasce dalla sintesi tra diverse discipline marziali : l'Aikido e il Kung Fu in primis; è un Mash Up Marziale, per il corpo e per la mente, che si basa spiritualmente sui principi del Sufismo, del Cristianesimo Mistico, dello Zen e dello Sciamanesimo Tolteco;

Il Randi, Roofi o Randoka, è un Sufi che pratica l'Arte Marziale del Randori;

"Ubriaco senza vino; sazio senza cibo; turbato, affamato e insonne;un re sotto un umile manto; un tesoro all'interno di una rovina; nè di aria, nè di terra, nè di fuoco e nè di acqua; un mare senza limiti; egli ha cento soli e cento lune e cento cieli; è saggio grazie all'Universo.. non un erudito da libri;"

Rumi

Il Randori (Ran: confusione, Dori: controllare, fermare)

Filosoficamente, indica una riduzione alla quiete di un sistema caotico. Un contrasto che richiama ciò che l'atleta vede all’esterno e ciò che, ordinatamente, il suo spirito dovrebbe compiere nell'affrontare quell’esperienza: ricercare l'ippon, liberare il corpo, renderlo creativo, stemperare le paure connesse all'attribuzione di un punteggio, bandire tattiche ed ostruzionismi tipici della gara che sono da ostacolo alla miglior gestione della propria energia (seiryokuzenyo), al confronto costruttivo, al reciproco miglioramento ed al concetto di altruità (jitakyoe)

"Il valore del Randori risiede nel fatto che conferisce prontezza e agilità nell’adattarsi alle situazioni, poiché il suo esercizio risiede soprattutto nell'interagire con l'azione avversaria, e per fronteggiare questi frangenti, occorre applicarsi mentalmente e fisicamente, opportunità offerta soltanto dal Randori"

"Il Randori è un mezzo efficace anche per la coltivazione mentale. Difatti nel Randorì esistono azioni differenziate che portano a un continuo gioco di abilità e di intelligenza e più complesso è il gioco, più invitante ne diventa la ricerca"

"Il Randori è un esercizio di Zanshin in cui si impara a rimanere dinamici e reattivi sotto la pressione di più attacchi. Più l’abilità del Randoka cresce, più egli diventa in grado di fronteggiare attacchi veloci e decisi"

DORI è la sonorizzazione di tori. La D diventa T quando il termine viene accostato ad un'altra parola. Tori è il sostantivo del verbo toru "prendere", pertanto tori/dori significa "presa".

RAN, pronunciato nella sua lettura on (ovvero quella sino-giapponese), significa "rivolta", "ribellione", "guerra", "disordine".

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